IDV, un’agricoltura moderna è di primaria importanza per il Fucino

Partendo dal presupposto che le politiche di sviluppo di un determinato territorio non possono prescindere dal considerare la sua naturale vocazione, il Coordinamento Marsicano dell’IDV ribadisce l’importanza dell’agricoltura, ed in particolare dell’orticoltura, per l’area del Fucino.
E’ ormai impellente la necessità di supportare ed agevolare tali attività, le quali sul territorio vantano una tradizione ed un radicamento che si traduce in professionalità degli operatori locali e presenza di investimenti strutturali.

Attualmente una delle difficoltà più gravi del settore agricolo è l’indifferenziazione dei prodotti e la necessità di forti capitalizzazioni delle imprese: ancora oggi il territorio non ha assorbito il contraccolpo della chiusura, troppo disinvolta, dello zuccherificio di Celano.
Un’agricoltura moderna, capace di tradurre in valore aggiunto la collocazione geografica del Fucino, insieme all’utilizzo di tecniche di produzione a basso input chimico da parte degli agricoltori, può essere una risposta alla crisi occupazionale locale ed un argine al tentativo di colonizzazione delle attività speculative originate dalle emergenze rifiuti o dagli incentivi dei certificati verdi.
I prodotti del Fucino vengono collocati sul mercato in maniera indifferenziata, nonostante la notorietà di cui godono a livello nazionale per le spiccate qualità organolettiche.
Le patate del Fucino sono molto apprezzate in tutta Italia e, per questo, subiscono l’usurpazione della denominazione finalizzata a sfruttarne la notorietà. E’ risaputo che molto spesso vengono commercializzate patate con la denominazione del Fucino, nonostante esse provengano da altre parti del paese o addirittura dall’estero.
Stessa cosa dicasi per le carote che, oltre alle spiccate doti qualitative, rappresentano una fetta consistente della produzione nazionale (circa il 30%).
A questo prodotto è stata riconosciuta la tutela dell’indicazione geografica “carota dell’altopiano del Fucino IGP” da parte dell’Unione Europea per difenderla dalle usurpazioni della denominazione. Purtroppo questa forma di tutela, che allo stesso tempo rappresenta uno strumento di differenziazione e di commercializzazione del prodotto, non è attivabile per problemi burocratici riscontrati a livello di Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
E’ necessario che la politica locale e regionale si adoperi presso il Ministero affinchè queste difficoltà vengano superate. E’ necessario che i nostri politici promuovano presso gli agricoltori marsicani la registrazione di un marchio commerciale per la patata del Fucino e poi richiedano per essa la tutela specifica D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta). E’ necessario predisporre un programma di promozione dei prodotti agricoli utilizzando il turismo culturale-gastronomico, che tanto è di moda in questo momento in Italia e tanta ricchezza porta a regioni come la Toscana o l’Umbria.
Questi interventi potrebbero costituire il vero aiuto all’agricoltura del Fucino della classe dirigente marsicana, che invece continua a fare promesse e a riempirsi la bocca di parole molto spesso fuori luogo e distanti dalla realtà.

Coordinamento Marsicano Italia dei Valori
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